OMELIA del 25 APRILE 2007
nella Novena di Sant’Ambrogio Martire
“Cristo è risorto” – “E’ veramente risorto”
E’ il saluto che racchiude la nostra professione di fede che da senso alla nostra celebrazione, perché non stiamo su un palco a recitare una parte su testi bene scritti e con una regia impeccabile come è quella del Parroco di questa insigne Cattedrale!
Siamo servi di una verità che ci fa liberi e seguaci dell’Uomo-Dio che ha vinto la morte.
25 Aprile: giorno particolarmente significativo per la storia italiana, per la fede e, nella tematica proposta nel cammino della Novena in preparazione alla solennità del Patrono Sant’Ambrogio, per la famiglia illuminata dai valori cristiani con riflessi sull’intera società.
1. La memoria del giorno della Liberazione ha avuto vari momenti anche nella nostra Patria e, per noi, avrà un seguito al termine della liturgia. Parliamo, non di ricordo di un avvenimento datato, ma di memoria, cioè di una esperienza di libertà conquistata con sacrifici e da vivere. Come Cristo è risorto e non muore più, così una volta liberati abbiamo il dovere di vivere liberi: liberati allora da una presenza straniera e da una prepotenza interna, per vivere liberi oggi dall’ignoranza culturale, dalla mala sanità, dalla mala educazione, dai vizzi della droga e dell’alcolismo, dallo sfruttamento dei più deboli – bambini, donne, immigrati, mondo del lavoro, ecc. – dall’arroganza, unita spesso all’inefficienza, del potere …
Liberi e orgogliosi della Patria Italia che è e deve rimanere faro di vera civiltà. Liberi e orgogliosi di vivere in una terra e in una città ricca di storia da non dimenticare; ricca di arte da ammirare, custodire e proporre; ricca di fede da vivere, testimoniare e annunziare sull’esempio, con la costanza e il coraggio di Ambrogio.
2. Un pensiero doveroso e affettuoso merita anche la festa di San Marco che celebriamo nella liturgia.
Pensiero doveroso e riconoscente per la testimonianza del ministero di Gesù, il Cristo, che fedelmente ci trasmette nel suo Vangelo; pensiero affettuoso per la sua vicinanza nella storia e nella geografia alle nostre prime Comunità cristiane.
La studiosa Marta Sordi ipotizza la stesura del vangelo di Marco intorno all’anno 42, l’anno che secondo recenti studi coincide con il primo viaggio missionario dell’Apostolo Pietro, che, liberato dal carcere qualche giorno dopo la Pasqua, appunto in quell’anno, lo porta, risalendo la Via Latina, e dunque passando anche per Ferentino, alla volta di Roma.
Storia o solo ipotesi, rimane la certezza che Ferentino ben presto ha accolto il Vangelo, e il Vangelo qui ha portato frutti abbondanti che la Chiesa gloriosa ha colto nel martirio di Lucia Ferentinate con i suoi 22 compagni – correva l’anno 251 -, con Ambrogio e i suoi 14 compagni – 304 -, fino a figure di beati o solo cristiani autentici anche dei nostri giorni.
3. Per quanto riguarda il terzo momento di riflessione – Matrimonio e famiglia -, ci lasciamo guidare dalla parola del Papa che riassume il progetto di Cristo stesso e l’insegnamento costante della Chiesa.
“La Chiesa manifesta una particolare vicinanza spirituale a tutti coloro che hanno fondato la loro famiglia sul sacramento del Matrimonio.
La famiglia – chiesa domestica – è un ambito primario della vita della Chiesa, specialmente per il ruolo decisivo nei confronti dell'educazione cristiana dei figli.”
Potremmo dire per il ruolo decisivo nei confronti dell’educazione in generale dei figli. Sappiamo, e purtroppo vediamo, quali sono le conseguenze che ricadono sui ragazzi e sui giovani quando manca il ruolo, anzi la missione propria della famiglia, come scuola primaria e insostituibile di educazione alla fede e ai valori che prima di essere cristiani sono valori umani.
Continua il Papa sulla necessità di riconoscere la singolare missione della donna nella famiglia e nella società, una missione che va difesa, salvaguardata e promossa.
Il suo essere sposa e madre costituisce una realtà imprescindibile che non deve mai essere svilita. …
Il legame fedele, indissolubile ed esclusivo degli sposi, che scaturisce dal Sacramento, trova un riscontro con il dato antropologico originario per cui l'uomo deve essere unito in modo definitivo ad una sola donna e viceversa.
Grande è il bene che la Chiesa e l'intera società s'attendono dal matrimonio e dalla famiglia su di esso fondata. Matrimonio e famiglia sono istituzioni che devono essere promosse e difese da ogni possibile equivoco sulla loro verità, perché ogni danno arrecato ad esse è di fatto una ferita che si arreca alla convivenza umana come tale.
E - in positivo – il Family Day del prossimo 12 Maggio ci ricorda che “Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”.
Il CUORE di CELESTINO
Il Cuore di Celestino
E’ il titolo dell’opera teatrale su testo di Filippo Neroni che ripresenta la storia umana, cristiana e sacerdotale di Pietro del Morrone, eletto Sommo Pontefice della Chiesa contro la sua volontà, ma rivelatosi come un provvidenziale riformatore della vita dell’intera comunità cristiana.
E’ il titolo dell’opera teatrale su testo di Filippo Neroni che ripresenta la storia umana, cristiana e sacerdotale di Pietro del Morrone, eletto Sommo Pontefice della Chiesa contro la sua volontà, ma rivelatosi come un provvidenziale riformatore della vita dell’intera comunità cristiana.
Il testo, dopo la rievocazione dell’infanzia e della giovinezza di “Pietruccio” - come affettuosamente lo chiama mamma Maria - ci presenta il dramma interiore di un uomo e monaco che ha scelto, per sua volontà, la vita solitaria di preghiera e penitenza, e si ritrova ad accettare il peso della responsabilità della Chiesa universale, per un calcolo umano dei Cardinali, come lui pensa, e di fatto per volontà dello Spirito santo, come la storia dimostrerà.
La sacra rappresentazione ha avuto luogo più volte e in posti diversi – nel mese di dicembre 2006 presso l’aeroporto di Frosinone – con larga partecipazione di spettatori e con grande successo.
Lo sforzo per allestire una rappresentazione e l’impegno degli attori, in questo caso tutti amatoriali, rischia spesso di rimanere un fatto isolato per la difficoltà della messa in scena e della disponibilità degli attori, per altro quasi tutti impegnati nel lavoro.
Si è allora pensato di registrare l’opera, - senza notevoli modifiche al testo e alle scene, - perché rimanesse la documentazione di un servizio alla cultura storica e religiosa, che ha avuto come protagonista un grande Papa e un grande Santo, e anche per un doveroso riconoscimento all’autore di un’opera che, oltre al valore storico e religioso, è la testimonianza dell’interesse e amore che Filippo Neroni da sempre nutre per la figura e la missione di Pietro Celestino, come aspirazione a vedere una Chiesa, libera dal potere, tutta consacrata alla fedeltà a Cristo e ai poveri.
Il riconoscimento va giustamente anche agli attori che, sotto la sapienza guida dell’autore, hanno interpretato i vari personaggi, dagli umili fraticelli, che anche nel gestire e nel parlare rivelano la loro semplicità e spontaneità, fino agli interpreti dei grandi personaggi coinvolti nella storia, che magistralmente e quasi professionalmente sono entrati nella parte.
Il filmato è stato proiettato in forma privata agli attori il 30 marzo u. s.
Ci auguriamo che possa interessare anche altri che vogliono conoscere
più da vicino la vita e la missione del grande Papa e Santo Celestino V.
più da vicino la vita e la missione del grande Papa e Santo Celestino V.
martedì 17 aprile 2007
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